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e, al — 213 — bisogno, so mostrarmi severa, quindi sperano molto in me. — Non hanno torto — disse gentilmente Ma¬ sino, baciando la mano alla sua mamma. — E a che ora arriva là euginetta ? — Alle sei. 0’ è un’ altra novità. Ha voluto condur seco un compagno di viaggio e i geni¬ tori glielo hanno permesso. — Di chi si tratta? — domandò Masino stupefatto. — Di.... Medoro. — Il padroncino détte in uno scoppio di riso e ci gettò un’occhiata in cui mi parve di ve¬ der tralucere un’espressione di pietà. Ohi era questo Medoro ? Masino si trasse l’orologio dal taschino del gilet. — Di già le cinque ! — esclamò. — E disse alcune cose che non potei capire. La signora Carolina si strinse nelle spalle, mormorando : — Hai ragione, è molto tardi. Ricorreremo ai compensi. — E dando un’occhiata ai miei figliuoli pronunziò queste parole: 15 — Baccini, Memorie d’un Pulcino, ecc.