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— tesi la corolla anelante. Un àttimo e fui di¬ velta: un àttimo e un gemito soffocato, il ge¬ mito di mia madre, mi disse tutto l’orrore della mia imperdonabile vanità.... — La povera rosa, giunta a questo punto della narrazione, diè un sussulto e alcune delle sue foglie avvizzite le si staccarono dal calice. — Signora mia, — dissi commosso — que¬ sto racconto le fa male. Non lo continui, tanto più che alcune pianticine di pensées si sono de¬ state e allungano le orecchie, le curiosacce! — Oh buon galletto, — rispose con un sin¬ ghiozzo l’infelice rosa — lascia pure che ascoltino e che l’esem¬ pio della mia sventura riesca per loro una lezione profittevole. Non fui offerta come supposi, alla Regina, ma legata insieme con molte altre in un mazzo, e posta in un gran vaso di porcellana dorata. La Regina non teneva in mano alcun fiore, ma piegava il capo biondo su tutti, e tutti lodava. 14 — Iìaccini, Memorie d'un Pulcino, ecc. —