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— Va’ là, gì accherei la, che la Eegina non può prender sotto la sua protezione tutti i fiori che le vengono regalati! — Ma pure, se le piacessimo, se ci appun¬ tasse sul suo vestito, che gloria, mamma, e che veleno per tutti gli altri fiori del giardino ! Tu non lo crederai, mamma, ma sappi che le viole bianche, i mughetti e le azalee non ci possono soffrire ! Dicono che noi rose siamo fiori ordinarii, fiori da serve e da parruc¬ chieri. — Mentivo sfacciatamente! ma che cosa non avrei detto e fatto, pur d’indurre la mamma a cambiar d’opinione? — Io non credo quei fiori capaci di simili bricconate, tanto più che non ho mai dato loro alcuna noia — rispose calma la mamma. — A ogni modo, pensa a obbedire e a tener la lin¬ gua a posto. Io non posso soffrire i boccini ar¬ roganti e maligni. — Ma.... — Basta così! — Inghiottii la bile che mi soffocava, e decisi di romper le catene della mia schiavitù