Pagina:Baccini - Memorie di un pulcino, Bemporad & Figlio, Firenze, 1918.djvu/20


— 14 —


Peraltro, mi stava a cuore di fargli coraggio, e di dirgli che ove si fosse fatto benvolere dalla padrona e anco dalla padroncina, le cose male male non si sarebbero messe; il più stava in lui; finalmente a quel benedetto giorno di Ceppo c’erano almeno due mesi e mezzo, e in due mesi e mezzo c’è da saper mai quel clic può succedere?

Cominciai dunque dall’andargli dintorno, dal pigolare nel modo più garbato che mi fosse possibile,

Baccini - Memorie di un pulcino, Bemporad & Figlio, Firenze, 1918 (page 20 crop).jpg

e dal dimandargli se si sentiva disposto a fare una giratina nel podere.

Con mia grande sorpresa accettò, ed io m’affrettai a buttar fuori certe paroline affettuose, che riuscirono graditissime.

Allorché si fu riavuto ed ebbe fatta una buona colazione, lo portai dalla mamma e da’ miei fratellini; quest’ultimi gli fecero molta fèsta, lo’invitarono a visitare il pollaio, e uno di essi stava per cedergli perfino una bella farfalla acchiappata in quel momento, allorché la povera bestiuola, colto il destro,