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177 — batticuore. Non m’ero ingannata. Era proprio lui, il mio primogenito, che le raccontava la susP storia ! A un tratto sento un tafferuglio sul muro vicino: tendo l’orecchio, aguzzo lo sguardo e vedo quel mostro prender di mira il mio bambino e slanciarglisi sopra. Il resto le è noto! — Io abbassai il capo, compreso d’ammira¬ zione e di rispetto. Ah, come quella passerotta mi ricondticeva al pensiero la. mia saggia e amorosa mamma! Ma Gigino soffriva, Gigino aveva bisogno d’aiuto ! — Ohe cosa facciamo? — chiesi a quella madre desolata. — Senta, — mi disse — provi a entrare in casa e a far capire ai suoi padroni che è suc¬ cessa una disgrazia, qui nell’orto. Vedrà che accorreranno, e forse potranno salvare il mio figliuolo ! — E rivolgendosi al povero ferito, gli sussurrò pianamente : — Pi! Pi! — Mirabile effetto della parola materna! Gi-