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171 — le avesse attaccate ai sassolini del rigagnolo; tua un giorno che due ragazzi tuffarono le mani nell’acqua, queste bestioline guizzarono via leste leste, e sparirono nel fondo. « Sono girini » disse uno dei ragazzi al suo compa¬ gno. « Cioè? » — « Eane bambine: vedi! non hanno zampe e son provviste di una certa codetta... ; ma a poco a poco mutano forma : dapprima appare un paio di zampine; poi l’al¬ tre: in seguito la coda si accorcia, scompare.... e il girino è diventato una rana. » — Gli uomini le avranno in orrore, queste bestie ? — Tutt’ altro, caro. Le mangiano fritte e le fanno servire, passate per i staccio, a render più saporite le zuppe di magro.... Ma l’ora si fa tarda, Gigino. Domani lo scampanìo del- l’Ascensione e la folla che viene alle Cascine per snidare il grillo ci sveglieranno più presto del solito. È meglio tornare al nostro tetto. — Stentai a prender sonno, tanto il pensiero della mamma mi stringeva il cuore. Ma final¬ mente, dopo molti svolazzi e scossoni, misi il capino nell’ala e mi addormentai.