Pagina:Baccini - Memorie di un pulcino, Bemporad & Figlio, Firenze, 1918.djvu/169


Condivido la sua nobile indignazione. Ma clie vuol farci! Il mondo è sempre andato così e bisogna rassegnatisi. A far gli uccellini- rivoluzione, creda a me, ci si rimette tempo e penne. Meglio è aspettare serenamente il pro¬ prio destino, qualunque esso sia. Stiamo paghi ai dolci affetti della famiglia, difendiamoci in quel modo e in quella misura che la natura ci concede e non ci inaspriamo l’animo ad odiare. Del resto, — aggiunse con malizia — noi non siamo migliori degli uomini. — Come ! — esclamai meravigliato. — Le dirò: ha mai veduto, lei, suo padre e sua madre nutrirsi di farfalle, di mosche, di bacherozzoli ? — Certamente ! È quello, si può dire, il loro cibo quotidiano. — Ebbene, caro signor.... — Gigino, ai suoi comandi. — Ebbene, signor Gigino, non pensa, non riflette lei che quei bacherozzoli, quelle mosche, quelle farfalle hanno esse pure le loro mamme, le loro famiglie, le loro uova ? — Così piccole creatur