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o. — 161 — In quella bella musica c’erano tutti i sen¬ timenti che in quella sera facevano strazio del mio povero cuoricino.... il dolore della sepa¬ razione e l’addio alla mamma, la trepida¬ zione al nuovo stato, l’amarezza della solitu¬ dine, le speranze di un migliore avvenire.... Come mi parevano bravi quegli uomini che sapevano infonder nell’anima mia tanta dol¬ cezza! E mi parve impossibile che compo¬ nendo, eseguendo o ascoltando una musica tanto soave, essi potessero avere il coraggio di rinchiudere gli uccellini in gabbia, e quello, ben più atroce, di ucciderli e di mangiarli arrostiti !... — Ah, sono pur birbanti! — esclamai con¬ citato. — Ohi? — sussurrò accanto a me una vo- cetta simpatica. Mi voltai vivamente e mi vidi davanti un passerotto d’una certa età, che mi guardava fìsso fisso con i suoi occhini lucidi e neri. Salutai inchinandomi. Ed egli gentil¬ mente : — Mi abbia per scusato se così bruscamente ho interrotto il filo delle sue riflessioni.