Pagina:Baccini - Memorie di un pulcino, Bemporad & Figlio, Firenze, 1918.djvu/162


¬ — 156 — sterete troppo dall’abitato e 11011 potrete bec¬ carvi i frutti. — Ci adatteremo alle mosche, alle zanzare e alle farfalle.... Ad ogni modo chi vivrà v^- drà! — Il desinare finì tristamente. La mamma si mise in cerca di pagliuzze e di fili di lana per render sempre più comodo il nuovo nido, il babbo andò a sentir la musica sul Piazzale del Ee, ed io rimasi solo coi miei timori e le mie speranze. Bisognava rinunziare a ogni cosa più cara¬ mente diletta, non c’era rimedio. Povero nido natio, povera buona mamma ! Pensando al grande avvenimento che si stava maturando pel giorno dopo, volli che esso non mi cogliesse alla sprovvista; e chia¬ mato a raccolta il mio coraggio, mi détti a svolazzare qua e là, avendo cura che i miei voli avessero una durata sempre maggiore. Che dirvi, lettori ì Giunto a sera, io avrei potuto gareggiare in velocità con un passerotto di un anno. —