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cosse la — 129 — cresta con una cert’ aria orgogliosa, e rispose pronto, mentre i suoi occhietti sfavillavano come due margherite: — Infatti, ho continuato a scrivere ; ma non supponendo che Ella si ricordasse di me, consegnai il manoscritto alla signora Ca¬ rolina. — Mia madre si farà un dovere di con¬ segnarglielo! — esclamò Masino, rivolgendosi alla signora. Questa sorrise in atto di assenso, e carez¬ zando il « Pulcino » con la sua fine mano guantata : — Addio,... amico, — gli disse — spero di rivederti presto. — La mamma, sarà fortunata di riceverla, signora, — disse Masino. — Noi restiamo in Firenze fino al dieci di luglio; e subito dopo i miei esami andiamo in campagna.... — Il galletto allungò il collo in atto di pro¬ fonda attenzione. — Ah ! — esclamò la signora — vanno in campagna. E dove, se è lecito? — Lei non se lo può immaginare.