Pagina:Baccini - Memorie di un pulcino, Bemporad & Figlio, Firenze, 1918.djvu/125


late. — 119 — La signora pestava la ghiaia con le sue Uni scarpette di pelle di guanto e borbottava, guardando attentamente i numeri delle case: — Uno, tre, cinque, sette.... Non ci siamo! La casa del Pulcino deve essere di due piani col terrazzino e la porta a vetri colorati.... Ve¬ diamo _un po’: se quella porta fosse semi¬ aperta, riconoscerei il giardino. A sinistra ci dovrebbe essere il casotto del cane, a destra una statuetta di Bacco.... Vediamo.— Ah! Ec¬ coci! C’è il cartellino d’ottone: Grnnaket.lt. È lui! — Si fermò, premendo a lungo il bottone d’un campanello elettrico, che diffuse per tutto il villino la sua vocetta squillante. Poco dopo, uno degli usci laterali del pia¬ nerottolo d’ingresso si dischiuse, e comparve nel vano un bel giovane sui diciotto anni, dalla fisonomia aperta e leale. Aveva il cap¬ pello in capo e dei libri in mano, come se fosse stato in procinto di uscire, naa appena veduta la signora, fece un grande atto di me¬ raviglia e si scoprì. — Perdoni, — fece la signora subito riani¬ — 120 —