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113 — gnuolo, avea mille ragioni; ora però che i dispiaceri mi hanno mostrato il vero aspetto delle cose, e mi hanno anche insegnato ad esser buono, modesto e senza superbia, stia tranquilla, mamma, che gli errori di una volta non li commetterei più. Ecco quel che vorrei dire a mia madre. Ma ahimè non posso! Quel che sta in me si è di pregare il buon Dio ac¬ ciocché me la tenga sana, e faccia sì che ella pensi talvolta con tenerezza al suo figlioletto lontano! Lettori e lettrici, il mio ufficio è finito. Avanti però di lasciarvi, voglio porgervi alcuni av¬ vertimenti che forse vi potranno esser utili. Vogliate quel bene che potete maggiore a’ vostri genitori, e pensate che non troverete mai migliori amici di loro. Obbediteli in tutto e per tutto, e se vi proibiscono di stringere intrinsichezza col tale o tal altro bambino, date loro retta, non cercate d’investigare la ragione che li guida ad operare in tal modo, e persuadetevi che essi non hanno di mira che il vostro bene. Ricordatevi di quel che mi successe per detto e fatto del galletto della Lena. Se qualcuno vi offende ingi u¬ stamente non pensate mai a vendicarvi, cliè la ven¬ detta è la cosa più brutta di questo mondo; anzi, se vi si offre occasione di fare una garbatezza a quella stessa persona che vi ha offeso, fategliela subito con gioia, e il Signore vi benedirà. Non molestate le bestie, nè prendete gusto a ve¬ derle soffrire; il cuore diventa insensibile, crudele; e il bambino che ha ammazzato un piccione o ha bucato gli occhi a un uccellino, sarà capacissimo, una volta cresciuto, delle maggiori cattiverie. — 114 —