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iamo. — Mi regali questo bel gali et ti 11 o. promettendomi di non ammazzarlo mai mai.... — Volentieri; o dove lo vuoi mettere! — In cucina; e il giorno, quand’è bel tempo, lo faremo passeggiar nel giardino. — Facciamo anche questa, — rispose il babbo tutto lieto. — Vuoi altro! — Le pare? Son contento come una pasqua, e me ne vado subito subito a scuola. A rivederli. — E il caro fanciullo, dopo aver baciato i genitori, lo guardavano commossi, sviottolò rapidamente dalla stanza con la cartella sotto il braccio. La signora Carolina, così chiamavasi la mia nuova padrona, mi usò da quel momento in poi le più amo¬ revoli cure, e da quel momento, lo dico tutto lieto e ringraziando il Signore, cominciarono i giorni più tranquilli della mia vita avventurosa. CONCLUSIONE Le feste del Natale passarono lietamente, e Masino si mostrò sempre meco tale quale mi era apparso fin dal primo istante che lo conobbi, cioè buono e ma¬ nieroso. Mi angustiava però il pensiero de’ miei padroni, e chi sa quel che avrei pagato a saperne qualcosa. Il buon Dio si degnò di esaudirmi più presto di quel che credevo; ed ecco come: