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lzan- — 108 — dosi con un po’ d’impazienza — se non ti spieghi meglio.... — E io mi spiegherò ! Babbo, lei la conosce bene, non è vero, la Maria vedova, quella che ha un bam¬ bino della mia età? — Non vuoi che la conosca ? Sta accanto.... — Ebbene, quella povera donna, giorni sono, si ammalò, e non potè riportare al mereiaio la solita dozzina di camicie che cuce settimanalmente. Ora è un po’ riavuta, ma non si regge ritta dalla debo¬ lezza; e i quattrini per comprarsi un po’ di carne non ce gli ha; c’è poi il suo bambino Paolino, che non ha scarpe in piedi, e ieri, a questo po’ po’ di freddo, gli era scalzo, babbo mio ! Ecco dunque quel che farei. Vorrei dare una diecina di lire alla Maria, perchè si custodisse, e un bel paio di scarpine a Pao¬ lino, perchè non patisse più.... Per lei tanto è lo stesso; o che i danari gli spenda in un modo o in un altro, è tutt’una. A me, che vuole, il Ceppo non mi farebbe prò, quando pensassi che accanto a me ci sono delle creature che soffrono d’ogni bisogno.... Ohe ne dice, babbo? — Io dico che tu sei un angelo, Masino mio ! — esclamò intenerito quel fortunatissimo padre, abbrac¬ ciando replicatamente il fanciullo. — E non solo tu - soccorrerai la Maria, ma la inviterai anche a fare il Ceppo con noi, lei e la sua creatura. Poveretti, così staranno un po’ allegri! A te poi, voglio tuttavia fare un regalino.... — E io l’accetto, babbo, — rispose pronto Masino saltellando per la stanza — l’accetto purché ne ]a- sci la scelta a me. — 109 — — Sent