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I.

Presentazione.

Nacqui a Vespignano, nel Mugello, in Toscana, l’anno 1874.

Il babbo non l’ho conosciuto, e tutte le volte che ne domandavo alla mamma, era una scena da far intenerire anche i sassi. Si metteva a schiamazzare in modo compassionevole, e fra quei suoi gridi raccapezzavo a stento qualche cosa, come per esempio, girarrosto, fuoco, tirare il collo e altre piacevolezze dello stesso genere.

Io, come potete immaginarvi, ero in quel tempo troppo piccino, per capire come fosse andata la faccenda; ma fin d’allora cominciai a non poter più soffrir gli spiedi, e quando per cercar la mamma ero costretto a far capolino nella cucina della massaia, mi sentivo venire i bordoni. Ma lasciando da parte que’ momentacci, che, del resto, procuravo sfuggire a più non posso, la mia vita era tutt’altro che noiosa.

Si stava tutti, la mamma, i miei quindici fratellini ed io, in quel bel pollaio, grande, arioso, pulito che era una delizia; il giorno, poi, eravamo padroni di giran-

2 — Baccini, Memorie d’un Pulcino, ecc.