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lli. — — 101 — 10 svenni. 11 cappone tacque come sopraffatto da quelle me¬ morie dolorose. Nessuno s’arrischiava a dirgli nulla, temendo d’inasprir maggiormente quell’anima sventurata. Ma il galletti no brioso, che sarebbe piuttosto morto anziché starsene zitto, si avvicinò con aria amiche¬ vole a Cocò, e già apriva il becco per porgergli Dio sa che razza di condoglianze, allorché alcuni passi risuonarono sulla ghiaia del giardino. I padroni non erano di certo, chè, a quell’ora se ne stavano con¬ versando allegramente accanto al fuoco; i servitori neppure, poiché stavano preparando il pranzo; o dunque ì Ci stringemmo impauriti l’uno accanto all’altro, ascoltando con ansietà i passi de’notturni visitatori, che sempre più si approssimavano. A un tratto alcune ruvide mani aprirono violentemente il pollaio, e io stava già per urlare con quanto flato avevo in gola, allorché un chiarore vivissimo come di fiamma ci percosse la vista, riempiendoci d’altissima meraviglia. Le medesime mani profittarono di quel momento, e agguantati cinque prigionieri, con sorprendente destrezza sparirono di nuovo nell’oscurità del giar¬ dino. Lettori e lettrici, sospendete un pochino la let¬ tura, tirate fuori la pezzolina da naso e mettetevi a piangere. I notturni visitatori eran ladri. II chiarore che ci aveva abbagliati lo avevano acceso apposta per farci stare zitti.... e fra que’pri¬ gionieri rubati c’era anche Cocò e.... l’amico vostro. 8 — Baccini, Memorie d’un Pulcino, ecc