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d’oziosi come volevano. Vissuti così un mese o due in buona fratellanza, gli Spagnuoli restituirono loro l’armi un’altra volta e, come in addietro, condiscesero ad averli per compagni in tutti i loro diporti.







Sbarco di selvaggi.



N

on era scorsa una settimana da che i tre Inglesi cattivi aveano riavute l’armi e la piena loro libertà, allorquando da vere ingratissime creature tornarono da capo a mostrarsi arroganti ed inquieti. Ma d’improvviso sopravvenne tale incidente che ponendo a repentaglio la salvezza e dei buoni e dei cattivi, obbligò tutti indistintamente a lasciare in disparte i privati risentimenti per pensare soltanto a difendere le proprie vite.

Accadde una notte che il governatore spagnuolo (chiamo così, come sapete, l’uomo ch’ebbe da me salva la vita e che gli altri veramente riguardavano per loro capo e condottiero), accadde dunque che quest’uomo in quella notte si sentiva addosso una certa inquietudine per cui non c’era via che potesse dormire. Stava bene di salute, com’egli mi raccontò, ma i suoi pensieri erano oltremodo agitati. Non sapeva immaginarsi in sua mente altro che uomini affaccendati nell’ammazzarsi gli uni con gli altri; ed era perfettamente desto, nè potea trovar sonno, come vi ho detto. Stette così un bel pezzo, quando finalmente, crescendo sempre in lui l’inquietudine, prese partito di alzarsi. Essendo tanti, giaceano sopra pelli di capra stese sopra que’ pagliericci che erano riusciti a farsi da sè stessi; non sopra letti pensili da marinai, come potei fare io ch’era solo; quella gente perciò non avea per levarsi del letto a far altro che