Pagina:Atti del II Congresso Internazionale di Archeologia Cristiana.djvu/147


RELAZIONE

SOPRA GLI SCAVI E LE SCOPERTE NELLE CATACOMBE ROMANE

DAL 1894 AL 1900




Già durante la malattia che poi doveva rapire alla scienza l’illustre Giov. B. de Rossi, la cura degli scavi delle catacombe romane era stata affidata ai colleghi della Commissione di sacra archeologia, i quali eseguirono escavazioni e importanti riattamenti nel cimitero di s. Ermete, allo scopo di riaprire l’adito alla cripta storica dei ss. Proto e Giacinto. Ma di queste scoperte lo stesso de Rossi trattò nel Bullettino e gioverà più tosto riferire quanto fu eseguito dopo la sua morte fino ad oggi.

Nell’anno 1894-95 la Commissione di archeologia sacra delegò il collega P. Giuseppe Bonavenia per il proseguimento dei lavori nel cimitero suddetto e, sterrata la gallerìa a destra dell’abside della basilica (m. 108), furono compiuti gli scavi delle altre vie parallele, praticando dalla basilica un accesso agli arcosolio dipinti, scoperti a tempo del Bosio.

Nel marzo del 1895 si pose mano agli scavi nel cimitero di s. Ciriaca al Campo Verano, sotto la collina posta dietro la basilica di s. Lorenzo.

Quel cimitero per le costruzioni sovrastanti era divenuto quasi inaccessibile, e la Commissione, ottenuto valido appoggio dal Comune, in gran parte per merito del prof. Orazio Marucchi, con opportuni lavori che furono proseguiti fino al maggio, riunì nuovamente quella regione del cimitero di Ciriaca che ha oggi l’ingresso presso la tomba Odescalchi con la rete di antiche vie che si estende fin dietro la basilica e a contatto quasi coi sepolcri di s. Lorenzo e di s. Ciriaca. Furono trovate molte epigrafi e si riapri l’adito a un ipogeo privato pagano del secolo II, con iscrizioni e pitture nelle pareti.

La Commissione coprì altresì i lucernari della basilica sotterranea del cimitero di s. Ippolito ricca di suppelletile epigrafica, ove esistono ancora alcune parti liturgiche ed il grandioso vestibolo che dalle altre la distingue. Altrettanto fece sopra il vestibolo dei Flavi e negli altri lucernari del cimitero di Domitilla.

A cura del prof. comm. Orazio Marucchi e dei compianti colleghi Comm. Enrico Stevenson e Mariano Armellini si sistemarono le iscrizioni nella basilica di s. Petronilla e nei cimiteri di Ponziano, di s. Ippolito e di s. Ciriaca. Si fece anche una ispezione generale di tutte le catacombe e in ciascuna si esegui qualche riparazione più urgente.

Nel cimitero di Callisto si provvide alla conservazione dei sepolcri sopra terra situati fra la basilica dei ss. Sisto e Cecilia e l’attuale ingresso, poiché le intemperie minacciavano la loro intiera rovina; dopo aver eseguite da più punti delle fotografie e rilevata una pianta esattissima dal barone Rodolfo Kanzler, furono ricoperti.

Nel seguente anno 1895-1896 si ripresero i lavori nel cimitero di S. Ermete e provvedendo alla escavazione di nuove vie e sostruendo le vecchie, fu scoperta una grandiosa scala che dava comunicazione ad altra regione del cimitero. Fu aperta anche una strada per riunire la scala e la regione dei ss. Proto e Giacinto con la basilica sotterranea di s. Ermete e con le altre parti del cimitero, e su la scala qui nominata si ricostruì l’antico lucernario.