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90 Atlandide


Nè del tetto ha miglior questa spettrale
     Bizzarra stirpe il cibo e il vestimento:
     Qualche pugno di grilli e di cicale
     È il loro giornalier sostentamento;
     A vestiario poi stan proprio male,
     Basti dir che van nudi al sole e al vento,
     Se non che un cencio, ma troppo onorario,
     Or sì or no lor copre il necessario.

Ed ecco, fuor d’una spelonca nera
     In un salmodiar grave di frati
     E con dinanzi al corpo una bandiera
     Vermiglia ad arabeschi indiavolati,
     Sbucar ne vede Esperio un’ampia schiera,
     Ch’or maestosa, a passi misurati
     Move, or di corsa, a balzi e con siffatti
     Strilli, ch’ei tosto sospettò: son matti.

Edea, che al volto e agli occhi un po’ sgomenti
     Del sospetto di lui tosto s’avvede:
     Matte, dice, non son già queste genti,
     Ma tienti in parte, o portiam lungi il piede;
     Se no del rio potere empj strumenti
     O ladri o spie dello stranier ci crede
     Qualcun di loro, e qual gambero rosso
     All’armi raglia, e ci si avventa addosso.