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S. Agostino e Darwin 47

brionale dello spirito, nato finalmente nell’uomo alla ragione, alla libertà, alla immortalità1.

Il Le Conte che comprese bene la opportunità di paragonare per questo rispetto la evoluzione filogenica alla evoluzione ontogenica, avrebbe potuto approfondire il suo studio con l’aiuto di S. Tommaso, e più ancora di Rosmini. S. Tommaso, trattando dell’anima nell’embrione umano scrive: «Dicendum est quod anima existit in embrione a principio quidem nutritiva, postmodum autem sensitiva et tandem intellectiva»2. E parlando del succedersi di queste anime: «Superadditio maioris perfectionis facit aliam speciem... quando perfectior forma advenit, fit corruptio prioris... sequens forma habet quidquid habebat prima et adhuc amplius»3.

Egli non divide, per verità, l’opinione di coloro che stimano l’anima vegetativa venir poi ac-



  1. Le Conte, Op. Cit. The relatio of Mon to Nature.
  2. «Pertanto altri dice che quell’anima stessa la quale unicamente vegetativa era, conducesi poi per la virtù del seme al punto in cui è fatta intellettiva non più per la virtà del seme, ma per la virtù di un agente superiore, ossia d’Iddio, che dal di fuori la illumima.... Ma ciò non può stare.» Ibid.
  3. «È a dire che l’anima esiste nell’embrione, da principio nutritiva, poi sensitiva e finalmente intellettiva.» Th. Aq. Summ. Theol. Quæst. 118, art. 2.