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S. Agostino e Darwin 35

operasse per atti successivi di volontà, con mezzi diversi secondo i diversi fini, insomma a guisa dell’uomo; ma da quell’atto primo, eterno, per cui l’Universo, una volta creato con tutti i suoi sostanziali principii, con tutte le sue categorie, con tutte le sue naturali relazioni, con tutti i suoi legami attivi e passivi di causa e d’effetto, doveva svolgersi naturalmente nello spazio e nel tempo1».

Chi ha seguito l’illustre scrittore di queste linee nei suoi lavori di preparazione all’Hexemeron, sa che professò grande rispetto alla lettera del racconto mosaico, e può quindi maggiormente apprezzare il valore del precedente giudizio.

  1. Stoppani, Sulla cosmogonia mosaica, xvi, p. 205.