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S. Agostino e Darwin 29

che differirebbe dai bruti? Il Grisostomo professa circa le opere del quinto giorno una opinione rispondente al concetto di S. Agostino e di quegli evoluzionisti che poco stimando i fattori esterni attribuiscono principalmente ad una forza interna le trasformazioni degli esseri viventi, «Mihi videtur fuisse in aquis efficacem quandam et vitalem operationem 1». Infatti non sarà mai possibile di spiegare l’origine della vita con la virtù dell’ambiente, nè con l’uso o il disuso degli organi, nè con la selezione naturale, nè con la sessuale, nè con la fisiologica; e se la prina cellula ha dovuto essere formata da una energia interna della materia, è difficile ammettere che una energia capace di operare mutazioni così straordinarie come il passaggio della materia dallo stato inorganico all’organico, non abbia pure dato origine alle mutazioni meno radicali che i primi organismi subirono.

Cornelio a Lapide, contrario come Suarez alla ipotesi di S. Agostino, ammette però la creazione potenziale di alcune specie, «Minora animalia quæ ex sudore, exhalatione aut putrefactione nascuntur uti pulices, mures, aliique vermiculi, non fuerunt

  1. «A me pare essere stata nelle acque certa operazione efficace e vitale,» Chrys. Comm, in Gen. Hom, iii.