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S. Agostino e Darwin 25

dissente da S. Agostino quanto alla interpretazione dei giorni ed esprime il dissenso degli altri teologi: «istam tamen viam non tenent doctores moderni»; ma pronuncia giudizi e usa espressioni che ancor più nettamente, benchè parzialmente, riproducono le opinioni di S. Agostino circa il modo di creazione degli organismi. Nel germinet terra egli vede una potenza infusa nella terra, in virtù della quale seguì la produzione dell’erba e degli alberi. «Dicit igitur germinet: ad productionem enim sequitur collatio potestatis ipsi terræ ad producendum terræ nascentia, pro nihilo enim materia requireretur nisi illi data esset seminalis potentia.... at subdit productionem actualem cum dicit: et protulit terra herbem virentem»1.

S. Tommaso non ha pensato a una legge universale di trasformazione per la quale gli organismi vegetali tutti si sieno venuti successivamente svolgendo per effetto della potentia seminalis di specie in specie, bensì ha pensato a qualche possibile trasformazione particolare, come si desume dal



  1. «Dice pertanto germini perchè in ordine alla produzione (dei vegetali) è conferita alla terra la potestà di produrre ciò che dalla terra nasce, e vano sarebbe quel comandare alla materia se non le fosse data la potenza seminale... accenna poi alla produzione attuale quando dice: e la terra produsse l’erba verdeggiante», Exp. Aur. in Gen. Cap. i.