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l’isola dei morti 133 L’ISOLA DEI MORTI (5 > In mezzo al mare un’isola remota Da quanto vive e si travaglia al mondo: Intorno il mar che non ha fin né fondo; In alto il ciel ch’eternamente ruota. Poche, stagliate, cenerine rupi, Cui, da piede, la salsa onda frastaglia; Sulle rupi, all’ingiro, una gramaglia D’erti cipressi inviluppati e cupi. Sterminato è quel mar, placido, tetro; Né fragoroso turbine sovverte, Né lenta prora fende mai l’inerte Onda che muta splende e par di vetro. Sterminato è quel ciel, nitido, eguale; Né tenebrosa nuvola vi tuona, Né uccel che migri ad agognata zona Batte mai pel diffuso etere l’ale.