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132 l’antro sacro Quivi, nel tempo antico, all’uom chiedente, Con impavido cor, di sua ventura, Giugnea dal fondo della bocca oscura H responso d’un dio vivo e presente. Or quella bocca tace, e tu, se i vòlti Fati obliando, interrogar quel cieco Aer presumi, tu soltanto l’eco, L’inutil eco di tua voce ascolti.