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LETIZIA D’APRILE 127 E fuggon dalla mente Le ricordanze amare, E tornano le care Imagini redente! E risorgon gli affetti ■ Soavi di natura Che la gravosa cura Aveva oppressi e stretti! Nell’aer puro e fresco, Tra ombre e tra fulgori, Son nugoli di fiori Il mandorlo ed il pesco. E dalla sponda al colle Luccica e ride il prato, Tutto di fior stellato E rugiadoso e molle. Nata insiem con l’aurora, Nell’erba, di lontano, Occultandosi invano, La mammoletta odora;