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98 LA LEGGENDA DI ECCARTO L’ombre; e già s’accendean le vespertine Luci nell’alto. Il portinajo alfine, Che altro dir più non sapendo, e il core Di pietà punto, andossene al priore. E narratogli il caso a due riprese, Di fargli noto il suo piacer gli chiese. Era il priore uomo di santa vita E di vasto saper. Com’ebbe udita La strana nuova, un po’, tacitamente, Stette sopra pensier, però che a mente Molti egli aveva e memorandi esempi Di meraviglie, negli antichi tempi Occorse al mondo, e nei recenti ancora; Poscia al frate parlò: " Senza dimora Fa ch’io vegga quell’uom. Se il ver presento, Vedrem noi questo di novo portento. „ Venne Eccarto piangendo, e come ingiunto Gli fu, prese a ridir punto per punto Quanto già detto avea, chiamando il cielo Tutto e i santi misteri e l’evangelo In testimonio delle sue parole: Né già parve al prior che sogni o fole Gli narrasse colui. Per gran ventura Vivea tuttor fra quelle sacre mura