Pagina:Aristofane - Commedie, Venezia 1545.djvu/233

de turpi voluttà, ne i bordelli leccando la rosciata ispudata, et macchiandosi la barba, et disturbando i fuogheri, et facendo molti mestieri, stando con Eonicho. però chiunq; molto non odiarà tale huomo, mai con noi beurà da una medesima tazza.

Co.
Certamente spesso mi verso ne le cogitation notturne. et hò cercato donde si vilmente mangia Cleonimo. perche dicono che esso mangia quelle cose che hanno gli huomini, et che non escie de la cassa, et che prega questo non similmente. và ò Rè dà i ginocchi, escie, et perdona à la tavola, che dicono frà se le galee essersi convenute nel parlare, et una di quelle havere detto, quella che era piu vecchia: Non udite queste cose ò giovani donne ne la cità? si dice che uno de nostri ne cerca cento per Cartagine, huomo de la cità di mala sorte il falso Hiperbolo. et à queste parergli esser grave questo et non tolerabile: et che una dice, che non era venuta apresso à gli huomini, che rimuoue i mali: Tu non mi signoregiarai mai: ma se'l farà forza, marcendo ne le miserie qui m'invecchierò, ne sopraftante di nave à una nave utile, non per certo ò dei. poi che anchora io son conglutinata di pece et di legni. et se questo piace à gli Atheniesi, penso di sedermi, à quelle che navigano à Theseo, ò da i venerandi dei. per ciò che'l nostro duce non sbeffegerà la cità, ma navighi senza gli