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64 SATIRA

S’in Padova, o in Vinegia è alcun buon Greco,
     Buono in scíenza e più in costumi, il quale
     Voglia insegnargli e in casa tener seco.
Dottrina abbia, e bontà; ma principale
     Sia la bontà; che, non v’essendo questa,
     Nè molto quella a la mia stima vale.
So ben che la dottrina fia più presta
     A lasciarsi trovar che la bontade;
     Sì mal l’una ne l’altra oggi s’innesta.
O nostra male avventurosa etade!
     Che le virtuti, che non abbian misti
     Vizj nefandi, si ritrovin rade.
Senza quel vizio son pochi umanisti,
     Che diè a Dio forza, non che persuase
     Di far Gomorra, e suoi vicini tristi.
Mandò fuoco dal ciel, che uomini e case
     Tutte distrusse, ed ebbe tempo appena
     Lot a fuggir, ma la moglier rimase.
Ride il volgo, se sente un ch’abbia vena
     Di poesia; poi dice, è gran periglio
     A dormir seco, e volgergli la schiena.
Ed oltra a questa nota il peccadiglio
     Di Spagna gli danno anco, che non creda
     In unità del Spirto il Padre e ’l Figlio;
Non che contempli come l’un proceda
     Da l’altro o nasca; e come il debol senso
     Ch’uno e tre possan essere conceda.