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228 i suppositi.

Dulippo.Chi si leva per tempo ancora desina
Per tempo.
Pasifilo.                   Or volentieri io vorrei vivere
Con esso voi. Al tuo consiglio apprendere
Mi vô, Dulippo.
Dulippo.                        Il trovarai, credo, utile.


SCENA, III.

DULIPPO.


Il mio discorso fu infelice e misero,
Perchè ai tormenti miei pensai che attissima
Salute fosse il mutar nome ed abito
Col mio servo Dulippo, e agli servizii
Pormi di questa casa. Oimè! speravomi,
Come pel cibo suol la fame, e l’avida
Sete pel bere, e il freddo pel fuoco essere,
Ed altre mille passïoni simili
Levate per li lor proprî rimedii;
Così li miei bramosi desiderii,
Per veder Polinesta di continuo,
E per aver con esso lei gran comodo
Di ragionare, di spesso trovarmela
Le dolci notti in braccio, pur dovesseno
Aver quïete. Ahimè, di tutti i varii
Affetti1 umani, è amor solo insaziabile!
Due anni oggimai son, che, sotto spezie
D’esser famiglio di questo Damonio,
Ad Amor servo, dal qual quanta grazia
E quanto bene alcun cuore, alcun animo
Innamorato gli possa richiedere,
Io, sopra tutti gli altri felicissimo
Amante, ho conseguíto, e gli ho sempre obbligo:
Ma quando ricco in sì grande abbondanzia
Esser dovrei, quando esser dovrei sazio,
Bramoso più che mai, più che mai povero
Mi truovo. Ahi lasso! che fia? che fia, misero
Me! s’ella mi sarà da questo tisico
Vecchio levata, il qual con tanta istanzia,


  1. Ant. st.: Effetti.