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192 satira quinta.

102Di furti, stupri e d’omicidî brutto.
     Così dà onore a chi dovrebbe oltraggio,
Nè sa da colpa a colpa scerner l’orbo
105Giudicio, a cui non mostra il Sol mai raggio;
     E stima il corbo cigno e il cigno corbo:
Se sentisse ch’io amassi, faría un viso
108Come mordesse allora allora un sorbo.
     Dica ognun come vuole, e siagli avviso
Quel che gli pare: in somma, ti confesso
111Che qui perduto ho il canto, il giôco, il riso.
     Questa è la prima; ma molt’altre appresso,
E molt’altre ragion posso allegarte,
114Che dalle Dee m’han tolto di Permesso.
     Già mi fur dolci inviti a empir le carte
Li luoghi ameni di che il nostro Reggio,
117Il natío nido mio,1 n’ha la sua parte:
     Il tuo Maurizïan2 sempre vagheggio,
La bella stanza, il Rodano3 vicino,
120Dalle Najade amato ombroso seggio:
     Il lucido vivajo onde il giardino
Si cinge intorno, il fresco rio che corre,
123Rigando l’erbe, ove poi fa il molino.
     Non mi si pôn della memoria tôrre
Le vigne e i solchi del fecondo Iaco,4
126La valle e il colle e la ben posta torre.
     Cercando or questo ed or quel loco opaco,
Quivi in più d’una lingua, e in più d’un stile
129Rivi traea sin dal Gorgoneo laco.
     Erano allora gli anni miei fra aprile
E maggio belli, ch’or l’ottobre dietro
132Si lasciano, e non pur luglio e sestile.
     Ma nè d’Ascra potrían nè di Libetro
Le amene valli, senza il cor sereno,
135Far da me uscir gioconda rima metro.


  1. Lodovico era nato in Reggio nel settembre del 1474, e vi aveva composte alcune delle sue poesie latine.
  2. La villeggiatura Maleguzzi detta il Mauriziano, la quale anche oggidì ne’ suoi avanzi addita al passeggiero la sua passata bellezza. — (Baruffaldi.)
  3. Fiumicello fra Reggio e Modena, vicino alla chiesa di San Maurizio. — (Molini.)
  4. Uno de’ soprannomi di Bacco. Virg. Buc., Egl. VI, v. 15: Inflatum hesterno venas, ut semper, Iaccho. Da ίακὴ, clamor.