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Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. III, 1928 – BEIC 1739118.djvu/9


trentesimoterzo 3


8
     Re Fieramonte, che passò primiero
con l’esercito franco in Gallia il Reno,
poi che quella occupò, facea pensiero
di porre alla superba Italia il freno.
Faceal perciò, che piú ’l romano Impero
vedea di giorno in giorno venir meno:
e per tal causa col britanno Arturo
volse far lega; ch’ambi a un tempo furo.

9
     Artur, ch’impresa ancor senza consiglio
del profeta Merlin non fece mai,
di Merlin, dico, del demonio figlio,
che del futuro antivedeva assai,
per lui seppe, e saper fece il periglio
a Fieramonte, a che di molti guai
porrá sua gente, s’entra ne la terra
ch’Apenin parte, e il mare e l’Alpe serra.

10
     Merlin gli fe’ veder che quasi tutti
gli altri che poi di Francia scettro avranno,
o di ferro gli eserciti distrutti,
o di fame o di peste si vedranno;
e che brevi allegrezze e lunghi lutti,
poco guadagno et infinito danno
riporteran d’Italia; che non lice
che ’l Giglio in quel terreno abbia radice.

11
     Re Fieramonte gli prestò tal fede,
ch’altrove disegnò volger l’armata;
e Merlin, che cosí la cosa vede,
ch’abbia a venir, come se giá sia stata,
avere a’ prieghi di quel re si crede
la sala per incanto istorïata,
ove dei Franchi ogni futuro gesto,
come giá stato sia, fa manifesto.