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Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. III, 1928 – BEIC 1739118.djvu/82

76 canto


72
     Il destrier la magnanima guerriera
gli prese, e disse: — Pur tel prediss’io,
che far la mia imbasciata meglio t’era,
che de la giostra aver tanto disio.
Di’ al re, ti prego, che fuor de la schiera
elegga un cavallier che sia par mio:
né voglia con voi altri affaticarme,
ch’avete poca esperienzia d’arme. —

73
     Quei da le mura, che stimar non sanno
chi sia il guerriero in su l’arcion sí saldo,
quei piú famosi nominando vanno,
che tremar li fan spesso al maggior caldo.
Che Brandimarte sia, molti detto hanno:
la piú parte s’accorda esser Rinaldo:
molti su Orlando avrian fatto disegno;
ma il suo caso sapean di pietá degno.

74
     La terza giostra il figlio di Lanfusa
chiedendo, disse: — Non che vincer speri,
ma perché di cader piú degna scusa
abbian, cadendo anch’io, questi guerrieri. —
E poi di tutto quel ch’in giostra s’usa
si messe in punto; e di cento destrieri
che tenea in stalla, d’un tolse l’eletta,
ch’avea il correre acconcio, e di gran fretta.

75
     Contra la donna per giostrar si fece;
ma prima salutolla, et ella lui.
Disse la donna: — Se saper mi lece,
ditemi in cortesia che siate vui. —
Di questo Ferraú le satisfece,
ch’usò di rado di celarsi altrui.
Ella soggiunse: — Voi giá non rifiuto,
ma avria piú volentieri altri voluto. —