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Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. III, 1928 – BEIC 1739118.djvu/76

70 canto


48
     Rodomonte alla giostra s’apparecchia:
viene a gran corso: et è sí grande il suono
che rende il ponte, ch’intronar l’orecchia
può forse a molti che lontan ne sono.
La lancia d’oro fe’ l’usanza vecchia;
che quel pagan, si dianzi in giostra buono,
levò di sella, e in aria lo sospese,
indi sul ponte a capo in giú lo stese.

49
     Nel trapassar ritrovò a pena loco
ove entrar col destrier quella guerriera;
e fu a gran risco, e ben vi mancò poco,
ch’ella non traboccò ne la riviera:
ma Rabicano, il quale il vento e ’l fuoco
concetto avean, sí destro et agil era,
che nel margine estremo trovò strada;
e sarebbe ito anco su ’n fil di spada.

50
     Ella si volta, e contra l’abbattuto
pagan ritorna; e con leggiadro motto:
— Or puoi (disse) veder chi abbia perduto,
e a chi di noi tocchi di star di sotto. —
Di maraviglia il pagan resta muto,
ch’una donna a cader l’abbia condotto;
e far risposta non potè o non volle,
e fu come uom pien di stupore e folle.

51
     Di terra si levò tacito e mesto;
e poi ch’andato fu quattro o sei passi,
lo scudo e l’elmo, e de l’altre arme il resto
tutto si trasse, e gittò contra i sassi;
e solo e a piè fu a dileguarsi presto:
non che commission prima non lassi
a un suo scudier, che vada a far l’effetto
dei prigion suoi, secondo che fu detto.