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Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. III, 1928 – BEIC 1739118.djvu/72

66 canto


32
     e che giunta la sera ad un castello
ch’alla via di Parigi si ritrova,
d’Agramante, che rotto dal fratello
s’era ridotto in Arli, ebbe la nuova.
Certa che ’l suo Ruggier fosse con quello,
tosto ch’apparve in ciel la luce nuova,
verso Provenza, dove ancora intese
che Carlo lo seguia, la strada prese.

33
     Verso Provenza per la via piú dritta
andando, s’incontrò in una donzella,
ancor che fosse lacrimosa e afflitta,
bella di faccia e di maniere bella.
Questa era quella sí d’amor traffitta
per lo figliuol di Monodante, quella
donna gentil ch’avea lasciato al ponte
l’amante suo prigion di Rodomonte.

34
     Ella venia cercando un cavalliero,
ch’a far battaglia usato, come lontra,
in acqua e in terra fosse, e cosí fiero,
che lo potesse al pagan porre incontra.
La sconsolata amica di Ruggiero,
come quest’altra sconsolata incontra,
cortesemente la saluta, e poi
le chiede la cagion dei dolor suoi.

35
     Fiordiligi lei mira, e veder parle
un cavallier ch’al suo bisogno fia;
e comincia del ponte a ricontarle,
ove impedisce il re d’Algier la via;
e ch’era stato appresso di levarle
l’amante suo: non che piú forte sia;
ma sapea darsi il Saracino astuto
col ponte stretto e con quel fiume aiuto.