Apri il menu principale

Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. III, 1928 – BEIC 1739118.djvu/65


canto trentesimoquinto 59


4
     Mirabilmente il bel vello gli piacque,
che tra infiniti paragon non ebbe;
e di sapere alto disio gli nacque,
quando sará tal vita, e a chi si debbe.
L’evangelista nulla gliene tacque:
che venti anni principio prima avrebbe
che col .M. e col .D. fosse notato
l’anno corrente dal Verbo incarnato.

5
     E come di splendore e di beltade
quel vello non avea simile o pare,
cosí saria la fortunata etade
che dovea uscirne al mondo singulare;
perché tutte le grazie inclite e rade
ch’alma Natura, o proprio studio dare,
o benigna Fortuna ad uomo puote,
avrá in perpetua et infallibil dote.

6
     — Del re de’ fiumi tra l’altiere corna
or siede umil (diceagli) e piccol borgo:
dinanzi il Po, di dietro gli soggiorna
d’alta palude un nebuloso gorgo;
che, volgendosi gli anni, la piú adorna
di tutte le cittá d’Italia scorgo,
non pur di mura e d’ampli tetti regi,
ma di bei studi e di costumi egregi.

7
     Tanta esaltazione e cosí presta,
non fortuita o d’aventura casca;
ma l’ha ordinata il ciel, perché sia questa
degna in che l’uom di ch’io ti parlo, nasca:
che, dove il frutto ha da venir, s’inesta
e con studio si fa crescer la frasca;
e l’artefice l’oro affinar suole,
in che legar gemma di pregio vuole.