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374 canto


64
     Rivolse poi con sí efficaci preghi
le sue parole all’ostinato Amone,
che non sol che lo muova, che lo pieghi,
che lo faccia mutar d’opinïone;
ma fa ch’egli in persona andar non nieghi
a supplicar Ruggier che gli perdone,
e per padre e per suocero l’accette;
e cosí Bradamante gli promette.

65
     A cui lá dove, de la vita in forse,
piangea i suoi casi in camera segreta,
con lieti gridi in molta fretta corse
per piú d’un messo la novella lieta:
onde il sangue ch’al cor, quando lo morse
prima il dolor, fu tratto da la pietá,
a questo annunzio il lasciò solo in guisa,
che quasi il gaudio ha la donzella uccisa.

66
     Ella riman d’ogni vigor sí vòta,
che di tenersi in piè non ha balia;
ben che di quella forza ch’esser nota
vi debbe, e di quel grande animo sia.
Non piú di lei, chi a ceppo, a laccio, a ruota
sia condannato o ad altra morte ria,
e che giá agli occhi abbia la benda negra,
gridar sentendo grazia, si rallegra.

67
     Si rallegra Mongrana e Chiaramonte,
di nuovo nodo i dui raggiunti rami:
altretanto si duol Gano col conte
Anseimo, e con Falcon Gini e Ginami;
ma pur coprendo sotto un’altra fronte
van lor pensieri invidïosi e grami;
e occasione attendon di vendetta,
come la volpe al varco il lepre aspetta.