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340 canto


48
     E seguitò, piú cose altre dicendo
da farlo ritornar da morte a vita;
e lo vien tuttavolta disciogliendo.
Ruggier gli dice: — Io v’ho grazia infinita;
e questa vita ch’or mi date, intendo
che sempremai vi sia restituita,
che la vogliate riavere, et ogni
volta che per voi spenderla bisogni. —

49
     Ruggier fu tratto di quel loco oscuro,
e in vece sua morto il guardian rimase;
né conosciuto egli né gli altri furo.
Leon menò Ruggiero alle sue case,
ove a star seco tacito e sicuro
per quattro o per sei dí gli persuase;
che riaver l’arme e ’l destrier gagliardo
gli faria intanto, che gli tolse Ungiardo.

50
     Ruggier fuggito, il suo guardian strozzato
si trova il giorno, e aperta la prigione.
Chi quel, chi questo pensa che sia stato;
ne parla ognun, né però alcun s’appone.
Ben di tutti gli altri uomini pensato
piú tosto si saria, che di Leone;
che pare a molti ch’avria causa avuto
di farne strazio, e non di dargli aiuto.

51
     Rimati di tanta cortesia Ruggiero
confuso sí, sí pien di maraviglia,
e tramutato sí da quel pensiero
che quivi tratto l’avea tante miglia,
che mettendo il secondo col primiero,
né a questo quel, né questo a quel simiglia.
Il primo tutto era odio, ira e veneno;
di pietade è il secondo e d’amor pieno.