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quarantesimoquarto 319


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     Li quali parimente arser di grande
sdegno contra alla figlia, e di grand’ira;
che vider ben con queste sue domande,
ch’ella a Ruggier piú ch’a Leone aspira:
e presti per vietar che non si mande
questo ad effetto, a ch’ella intende e mira,
la levaro con fraude de la corte,
e la menaron seco a Roccaforte.

73
     Quest’era una fortezza ch’ad Amone
donato Carlo avea pochi dí inante,
tra Pirpignano assisa e Carcassone,
in loco a ripa il mar, molto importante.
Quivi la ritenean come in prigione,
con pensier di mandarla un díin Levante;
sí ch’ogni modo, voglia ella o non voglia,
lasci Ruggier da parte, e Leon toglia.

74
     La valorosa donna, che non meno
era modesta, ch’animosa e forte;
ancor che posto guardia non l’avieno,
e potea entrare e uscir fuor de le porte;
pur stava ubbidiente sotto il freno
del padre: ma patir prigione e morte,
ogni martire e crudeltá piú tosto
che mai lasciar Ruggier, s’avea proposto.

75
     Rinaldo, che si vide la sorella
per astuzia d’Amon tolta di mano,
e che dispor non potrá piú di quella,
e ch’a Ruggier l’avra promessa invano;
si duol del padre, e contra a lui favella,
posto il rispetto filïal lontano.
Ma poco cura Amon di tai parole,
e di sua figlia a modo suo far vuole.