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302 canto


4
     Il santo vecchiarel ne la sua stanza
giunger gli ospiti suoi con nodo forte
ad amor vero meglio ebbe possanza,
ch’altri non avria fatto in real corte.
Fu questo poi di tal perseveranza,
che non si sciolse mai fin alla morte.
Il vecchio li trovò tutti benigni,
candidi piú nel cor, che di fuor cigni.

5
     Trovolli tutti amabili e cortesi,
non de la iniquitá ch’io v’ho dipinta
di quei che mai non escono palesi,
ma sempre van con apparenza finta.
Di quanto s’eran per adietro offesi
ogni memoria fu tra loro estinta;
e se d’un ventre fossero e d’un seme,
non si potriano amar piú tutti insieme.

6
     Sopra gli altri il signor di Montalbano
accarezzava e riveria Ruggiero;
sí perché giá l’avea con l’arme in mano
provato quanto era animoso e fiero,
sí per trovarlo affabile et umano
piú che mai fosse al mondo cavalliero:
ma molto piú, che da diverse bande
si conoocea d’avergli obligo grande.

7
     Sapea che di gravissimo periglio
egli avea liberato Ricciardetto,
quando il re ispano gli fe’ dar di piglio
e con la figlia prendere nel letto;
e ch’avea tratto l’uno e l’altro figlio
del duca Buovo (com’io v’ho giá detto)
di man dei Saracini e dei malvagi
ch’eran col maganzese Bertolagi.