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300 canto


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     Orlando un suo mandò sul legno, e trarne
fece pane e buon vin, cacio e persutti;
e l’uom di Dio, ch’ogni sapor di starne
pose in oblio, poi ch’avvezzossi a’ frutti,
per caritá mangiar fecero carne,
e ber del vino, e far quel che fêr tutti.
Poi ch’alla mensa consolati fòro,
di molte cose ragionar tra loro.

197
     E come accade nel parlar sovente,
ch’una cosa vien l’altra dimostrando,
Ruggier riconosciuto finalmente
fu da Rinaldo, da Olivier, da Orlando,
per quel Ruggiero in arme sí eccellente,
il cui valor s’accorda ognun lodando:
né Rinaldo l’avea raffigurato
per quel che provò giá ne lo steccato.

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     Ben l’avea il re Sobrin riconosciuto,
tosto che ’l vide col vecchio apparire;
ma volse inarzi star tacito e muto,
che porsi in aventura di fallire.
Poi ch’a notizia agli altri fu venuto
che questo era Ruggier, di cui l’ardire,
la cortesia e ’l valore alto e profondo
si facea nominar per tutto il mondo;

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     e sapendosi giá ch’era cristiano,
tutti con lieta e con serena faccia
vengono a lui: chi gli tocca la mano,
e chi lo bacia, e chi lo stringe e abbraccia.
Sopra gli altri il signor di Montalbano
d’accarezzarlo e fargli onor procaccia.
Perch’esso piú degli altri, io ’l serbo a dire
ne l’altro canto, se ’l vorrete udire.