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214 canto


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     E ch’in bellezza et in valor cresciuto
il parto suo, che pur Ruggier fia detto,
e del sangue troian riconosciuto
da quei Troiani, in lor signor fia elletto;
e poi da Carlo, a cui sará in aiuto
incontra i Longobardi giovinetto,
dominio giusto avrá del bel paese,
e titolo onorato di marchese.

65
     E perché dirá Carlo in latino:— Este
signori qui, — quando faragli il dono,
nel secolo futur nominato Este
sará il bel luogo con augurio buono;
e cosí lascierá il nome d’Ateste
de le due prime note il vecchio suono.
Avea Dio ancora al servo suo predetta
di Ruggier la futura aspra vendetta:

66
     ch’in visione alla fedel consorte
apparirá dinanzi al giorno un poco;
e le dirá chi l’avrá messo a morte,
e, dove giacerá, mostrerá il loco:
onde ella poi con la cognata forte
distruggerá Pontieri a ferro e a fuoco;
né fará a’ Maganzesi minor danni
il figlio suo Ruggiero, ov’abbia gli anni.

67
     D’Azzi, d’Alberti, d’Obici discorso
fatto gli aveva, e di lor stirpe bella,
insino a Nicolò, Leonello, Borso,
Ercole, Alfonso, Ippolito e Issabella.
Ma il santo vecchio, ch’alla lingua ha il morso,
non di quanto egli sa però favella:
narra a Ruggier quel che narrar conviensi;
e quel ch’in sé de’ ritener, ritiensi.