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quarantesimoprimo 211


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     Ma pur col core indomito, e constante
di patir quanto è in ciel di lui prescritto,
pei duri sassi l’intrepide piante
mosse, poggiando invèr la cima al dritto.
Non era cento passi andato inante,
che vide d’anni e d’astinenzie afflitto
uom ch’avea d’eremita abito e segno,
di molta riverenzia e d’onor degno;

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     che, come gli fu presso: — Saulo, Saulo,
(gridò), perché persegui la mia fede?
(come allor il Signor disse a san Paulo,
che’l colpo salutifero gli diede).
Passar credesti il mar, né pagar naulo,
e defraudare altrui de la mercede.
Vedi che Dio, c’ha lunga man, ti giunge
quando tu gli pensasti esser piú lunge. —

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     E seguitò il santissimo eremita,
il qual la notte inanzi avuto avea
in visïon da Dio, che con sua aita
allo scoglio Ruggier giunger dovea:
e di lui tutta la passata vita,
e la futura, e ancor la morte rea,
figli e nipoti et ogni discendente
gli avea Dio rivelato interamente.

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     Seguitò l’eremita riprendendo
prima Ruggiero; e al fin poi confortollo.
Lo riprendea ch’era ito differendo
sotto il soave giogo a porre il collo;
e quel che dovea far, libero essendo,
mentre Cristo pregando a sé chiamollo,
fatto avea poi con poca grazia, quando
venir con sferza il vide minacciando.