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206 canto


32
     Fece la donna di sua man le sopra‐
vesti a cui l’arme converrian piú fine,
de’ quai l’osbergo il cavallier si cuopra,
e la groppa al cavallo e ’l petto e ’l crine.
Ma da quel dí che cominciò quest’opra,
continuando a quel che le diè fine,
e dopo ancora, mai segno di riso
far non potè, né d’allegrezza in viso.

33
     Sempre ha timor nel cor, sempre tormento
che Brandimarte suo non le sia tolto.
Giá l’ha veduto in cento lochi e cento
in gran battaglie e perigliose avvolto;
né mai, come ora, simile spavento
le agghiacciò il sangue e impallidille il volto
e questa novitá d’aver timore
le fa tremar di doppia tema il core.

34
     Poi che son d’arme e d’ogni arnese in punto,
alzano al vento i cavallier le vele.
Astolfo e Sansonetto con l’assunto
riman del grande esercito fedele.
Fiordiligi col cor di timor punto,
empiendo il ciel di voti e di querele,
quanto con vista seguitar le puote,
segue le vele in alto mar remote.

35
     Astolfo a gran fatica e Sansonetto
potè levarla da mirar ne l’onda,
e ritrarla al palagio, ove sul letto
la lasciaro affannata e tremebonda.
Portava intanto il bel numero eletto
dei tre buon cavallier l’aura seconda.
Andò il legno a trovar l’isola al dritto,
ove far si dovea tanto conflitto.