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198 canto

CANTO QUARANTESIMOPRIMO


1
     L’odor ch’è sparso in ben notrita e bella
o chioma o barba o delicata vesta
di giovene leggiadro o di donzella,
ch’Amor sovente lacrimando desta,
se spira e fa sentir di sé novella,
e dopo molti giorni ancora resta;
mostra con chiaro et evidente effetto,
come a principio buono era e perfetto.

2
     L’almo liquor che ai meditori suoi
fece Icaro gustar con suo gran danno,
e che si dice che giá Celte e Boi
fe’ passar l’Alpe e non sentir l’affanno;
mostra che dolce era a principio, poi
che si serva ancor dolce al fin de l’anno.
L’arbor ch’al tempo rio foglia non perde,
mostra ch’a primavera era ancor verde.

3
     L’inclita stirpe che per tanti lustri
mostrò di cortesia sempre gran lume,
e par ch’ognor piú ne risplenda e lustri,
fa che con chiaro indizio si presume,
che chi progenerò gli Estensi illustri,
dovea d’ogni laudabile costume
che sublimar al ciel gli uomini suole,
splender non men che fra le stelle il sole.