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Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. III, 1928 – BEIC 1739118.djvu/19


trentesimoterzo 13


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     Questo è il buon cavallier, di cui dicea,
quando l’isola d’Ischia vi mostrai,
che giá profetizzando detto avea
Merlino a Fieramonte cose assai:
che diferire a nascere dovea
nel tempo che d’aiuto piú che mai
l’afflitta Italia, la Chiesa e l’Impero
contra ai barbari insulti avria mistiero.

49
     Costui dietro al cugin suo di Pescara
con l’auspicio di Prosper Colonnese,
vedete come la Bicocca cara
fa parere all’Elvezio e piú al Francese.
Ecco di nuovo Francia si prepara
di ristaurar le mal successe imprese:
scende il re con un campo in Lombardia,
un altro per pigliar Napoli invia.

50
     Ma quella che di noi fa come il vento
d’arida polve, che l’aggira in volta,
la leva fin al cielo, e in un momento
a terra la ricaccia, onde l’ha tolta;
fa ch’intorno a Pavia crede di cento
mila persone aver fatto raccolta
il re, che mira a quel che di man gli esce,
non se la gente sua si scema o cresce.

51
     Cosí per colpa de’ ministri avari,
e per bontá del re che se ne fida,
sotto l’insegne si raccoglion rari,
quando la notte il campo all’arme grida,
che si vede assalir dentro ai ripari
dal sagace Spagnuol, che con la guida
di duo del sangue d’Avalo ardiria
farsi nel cielo e ne lo ’nferno via.