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182 canto


20
     Da tutti i canti risforzar l’assalto
fe’ il conte Orlando e da mare e da terra.
Sansonetto ch’avea l’armata in alto,
entrò nel porto e s’accostò alla terra;
e con frombe e con archi facea d’alto,
e con varii tormenti estrema guerra;
e facea insieme espedir lance e scale,
ogni apparecchio e munizion navale.

21
     Facea Oliviero, Orlando e Brandimarte,
e quel che fu sí dianzi in aria ardito,
aspra e fiera battaglia da la parte
che lungi al mare era piú dentro al lito.
Ciascun d’essi venia con una parte
de l’oste che s’avean quadripartito.
Quale a mur, quale a porte, e quale altrove,
tutti davan di sé lucide prove.

22
     Il valor di ciascun meglio si puote
veder cosí, che se fosser confusi:
chi sia degno di premio e chi di note,
appare inanzi a mill’occhi non chiusi.
Torri di legno trannosi con ruote,
e gli elefanti altre ne portano usi,
che su lor dossi cosí in alto vanno,
che i merli sotto a molto spazio stanno.

23
     Vien Brandimarte, e pon la scala a’ muri,
e sale, e di salir altri conforta:
lo seguon molti intrepidi e sicuri;
che non può dubitar chi l’ha in sua scorta.
Non è chi miri, o chi mirar si curi,
se quella scala il gran peso comporta.
Sol Brandimarte agli nimici attende;
pugnando sale, e al fine un merlo prende.