Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. III, 1928 – BEIC 1739118.djvu/183


quarantesimo 177


CANTO QUARANTESIMO


1
     Lungo sarebbe, se i diversi casi
volessi dir di quel naval conflitto;
e raccontarlo a voi mi parria quasi,
magnanimo figliuol d’Ercole invitto,
portar, come si dice, a Samo vasi,
nottole ’Atene, e crocodili a Egitto;
che quanto per udita io ve ne parlo,
Signor, miraste, e fèste altrui mirarlo.

2
     Ebbe lungo spettacolo il fedele
vostro popul la notte e ’l di che stette,
come in teatro, l’inimiche vele
mirando in Po tra ferro e fuoco astrette.
Che gridi udir si possano e querele,
ch’onde veder di sangue umano infette,
per quanti modi in tal pugna si muora,
vedeste, e a molti il dimostraste allora.

3
     Nol vide io giá, ch’era sei giorni inanti,
mutando ogn’ora altre vetture, corso
con molta fretta e molta ai piedi santi
del gran Pastore a domandar soccorso:
poi né cavalli bisognâr né fanti;
ch’intanto al Leon d’or l’artiglio e’l morso
fu da voi rotto sí, che piú molesto
non l’ho sentito da quel giorno a questo.