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trentesimonono 173


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     De la gran moltitudine ch’uccisa
fu da ogni parte in questa ultima guerra
(ben che la cosa non fu ugual divisa;
ch’assai piú andar dei Saracin sotterra
per man di Bradamante e di Marfisa),
se ne vede ancor segno in quella terra;
che presso ad Arli, ove il Rodano stagna,
piena di sepolture è la campagna.

73
     Fatto avea intanto il re Agramante sciorre
e ritirar in alto i legni gravi,
lasciando alcuni, e i piú leggieri, a tòrre
quei che volean salvarsi in su le navi.
Vi ste’ duo dí per chi fuggia raccorre,
e perché venti eran contrari e pravi:
fece lor dar le vele il terzo giorno;
ch’in Africa credea di far ritorno.

74
     Il re Marsilio che sta in gran paura
ch’alla sua Spagna il fio pagar non tocche,
e la tempesta orribilmente oscura
sopra suoi campi all’ultimo non scocche;
si fe’ porre a Valenza, e con gran cura
cominciò a riparar castella e ròcche,
e preparar la guerra che fu poi
la sua ruina e degli amici suoi.

75
     Verso Africa Agramante alzò le vele
de’ legni male armati, e vóti quasi;
d’uomini vóti, e pieni di querele,
perch’in Francia i tre quarti eran rimasi.
Chi chiama il re superbo, chi crudele,
chi stolto; e come avviene in simil casi,
tutti gli voglion mal ne’ lor secreti;
ma timor n’hanno, e stan per forza cheti.