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152 canto


80
     E di due azze ha il duca Namo l’una,
e l’altra Salamon re di Bretagna.
Carlo da un lato i suoi tutti raguna;
da l’altro son quei d’Africa e di Spagna.
Nel mezzo non appar persona alcuna:
vóto riman gran spazio di campagna,
che per bando commune a chi vi sale,
eccetto ai duo guerrieri, è capitale.

81
     Poi che de l’arme la seconda eletta
si diè al campion del populo pagano,
duo sacerdoti, l’un de l’una setta,
l’altro de l’altra, uscir coi libri in mano.
In quel del nostro è la vita perfetta
scritta di Cristo; e l’altro è l’Alcorano.
Con quel de l’Evangelio si fe’ inante
l’imperator, con l’altro il re Agramante.

82
     Giunto Carlo all’altar che statuito
i suoi gli aveano, al ciel levò le palme,
e disse: — O Dio, c’hai di morir patito
per redimer da morte le nostr’alme;
o Donna, il cui valor fu sí gradito,
che Dio prese da te l’umane salme,
e nove mesi fu nel tuo santo alvo,
sempre serbando il fior virgineo salvo:

83
     siatemi testimoni, ch’io prometto
per me e per ogni mia successïone
al re Agramante, et a chi dopo eletto
sará al governo di sua regione,
dar venti some ogni anno d’oro schietto,
s’oggi qui riman vinto il mio campione;
e ch’io prometto subito la triegua
incominciar, che poi perpetua segua: